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Non ho l’abitudine di parlare di me. Quello che faccio di solito è tentare di raccontare le mie storie nascosta dietro l’obiettivo di una macchina fotografica. Decisamente più comodo, a tratti persino rassicurante.

Sono nata a Cremona nel 1990 e il mio primo esperimento fotografico – a tredici anni – è stato assolutamente fallimentare.
Rullino bruciato. E allora mi sono detta: forse è il caso di lasciar perdere.

Così ho fatto. Per un pò.

Dopo un diploma da Grafico Pubblicitario ottenuto con il massimo dei voti, ho iniziato a frequentare l’università, la Libera Accademia di Belle Arti, con la convinzione di diventare un Graphic Designer. Mi affascinava l’idea di lavorare nel mondo della pubblicità. Durante il primo semestre di Accademia è arrivato il cinema. Il Neorealismo Italiano. I film di Rossellini, Visconti, De Sica, le sceneggiature di Zavattini. Il racconto della vita di un Paese da ricostruire dopo la guerra, la miseria, la distruzione che ogni conflitto porta con sé ma anche il desiderio di rivincita. Il riscatto. So che a molti apparirà azzardato questo parallelismo ma credo sia stato proprio questo approfondimento sul cinema ad avermi avvicinato poi al foto-giornalismo di Capa, Saymour, Rodger.

Manuali, biografie, nottate insonni a leggere e studiare.

VEDERENel tempo non ho perso l’abitudine di dormire poco. Continuo a farlo ogni volta che devo fare qualcosa a cui tengo, è una sorta di ansia da prestazione. Non sopporto chi drammatizza, chi ingigantisce situazioni attribuendo a se stesso meriti che in realtà andrebbero condivisi. Sempre. Perché chi pensa che davvero da soli si possa arrivare lontano, per come la vedo io, non è un sognatore ma solo un illuso.

Abbiamo tutti bisogno di qualcuno che ci indichi la via…

Io questa via l’ho trovata sette anni fa, tra i banchi dell’Accademia, nelle pieghe di una storia che credevo di chiunque tranne che la mia, nel cinema di Antonioni, nella fotografia di Yanidel. Negli occhi sinceri di un insegnante che alla prima lezione mi ha detto: “lascia perdere la macchina fotografica, prima di imparare a scattare, devi imparare a vedere.”

E aveva ragione. Ora lo so.

A ventiquattro anni avvio la mia carriera di graphic designer e fotografa freelance. Mi occupo di Graphic Design, pubblicità, illustrazioni, Web Design e Fotografia.